LEGGE SALVA SUICIDI
 

La legge 3/2012 (SALVA SUICIDI) in commento si rivolge ai privati e alle piccole imprese che non possono accedere alle procedure concorsuali (come il fallimento, ad esempio). 

Questi soggetti, qualora versino in uno stato di sovraindebitamento (cioè, non riescano a far fronte ai propri debiti) e non abbiano fatto ricorso, nei precedenti tre anni, alla procedura di composizione della crisi, possono proporre ai creditori, con l’aiuto di appositi organismi di composizione della crisi, un accordo di ristrutturazione dei debiti sulla base di un piano che assicuri il regolare pagamento dei creditori estranei all’accordo stesso.

Il piano prevede le scadenze e le modalità di pagamento dei creditori, le eventuali garanzie per l’adempimento dei debiti, le modalità per l’eventuale liquidazione dei beni.

Il piano può anche prevedere l’affidamento del patrimonio del debitore ad un fiduciario per la liquidazione, la custodia e la distribuzione del ricavato ai creditori

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14-6-2018